LA REGOLAMENTAZIONE

1.1 LE REGOLE DI CORPORATE GOVERNANCE
In Indonesia la forme societarie più comuni sono quelle della società a responsabilità limitata privata o pubblica. Molte delle società pubbliche sono quotate in borsa (società quotate), vi sono inoltre aziende di proprietà dello Stato (“SOEs”), organizzate come società.
Il diritto societario (incluse le SOEs) si basa fondamentalmente su:
– le leggi, principalmente la Company Law, attuata da regolamenti e altre leggi e regolamenti riguardanti la registrazione delle società e la loro classificazione;

– altri decreti, regolamenti, prassi e procedure ministeriali in settori specifici che possono influire sulle società in specifiche industrie;
– regolamenti del BAPEPAM ovvero OJK, le linee guida e le consuetudini del BAPEPAM ovvero OJK applicabili alle società pubbliche ai sensi della Legge dei Mercati Capitali del 1995;
– regolamenti della Borsa Indonesiana;
– regolamenti del Ministero per le aziende di proprietà statale, le SOEs;
– regolamenti della Banca Centrale di Indonesia per la buona gestione societaria;
– l’atto costitutivo;
– il codice per la corretta gestione societaria del 2003 (“Codice”), emanato dalla commissione indonesiana per il buon governo societario che, sebbene non vincolante, intende essere un punto di riferimento per la comunità imprenditoriale al fine dal buon governo societario.
Proprietà straniera, società private o pubbliche a responsabilità limitata sono disciplinate separatamente dalla legge indonesiana sugli investimenti stranieri e ottengono l’approvazione e vengono supervisionate dal BKPM.
1.2.1 ORGANI PER LA GESTIONE
Tutte le società indonesiane devono avere per legge una struttura dualistica, che consiste in un consiglio di amministrazione (responsabile della gestione e delle operazioni della società) e un consiglio di commissari (che principalmente supervisiona e consiglia il consiglio di amministrazione).
Le società devono avere almeno un amministratore e un commissario. Le società pubbliche e le società che hanno come obiettivo la raccolta di fondi per l’uso pubblico o che usino strumenti relativi al debito pubblico, come i bonds, devono avere almeno due amministratori e due commissari.
Non vi è un numero massimo di amministratori o commissari. Le società pubbliche, alcune banche, le compagnie di assicurazioni, le finanziarie e le SOEs devono avere un commissario indipendente per proteggere gli interessi degli azionisti di minoranza e gli altri azionisti. Non esiste alcuna restrizione di età per gli amministratori e i commissari se non diversamente specificato nell’atto costitutivo.
1.2.2 RESTRIZIONI DI NAZIONALITÀ
Nelle società private, gli stranieri non possono ottenere la carica di commissari, mentre solo in casi limitati possono ricoprire il ruolo di amministratori in società di esclusiva proprietà indonesiana.
Gli stranieri possono essere amministratori e commissari di società di investimenti stranieri se una parte o tutte le azioni sono di proprietà di un individuo o di una persona giuridica straniera.
Nelle società pubbliche, gli stranieri possono ottenere la nomina di amministratori e/o commissari.

1.2.3 DURATA IN CARICA DEGLI AMMINISTRATORI
La Company Law non stabilisce alcun limite di durata per la nomina di amministratori o commissari nelle società private pertanto i termini di durata dell’incarico saranno limitati secondo quanto disposto nell’atto costitutivo. Gli amministratori e i commissari sono rieleggibili.
Nelle società pubbliche, la durata dell’incarico di un amministratore o un commissario non può eccedere i cinque anni, ma non ci sono restrizioni circa la rieleggibilità.

1.2.4 REVOCA DEGLI AMMINISTRATORI E DEI COMMISSARI
La Company Law stabilisce che gli amministratori possono essere revocati in ogni momento per mezzo di una delibera motivata dell’assemblea generale degli azionisti. Una delibera di revoca potrà essere approvata solo dopo aver dato all’amministratore la possibilità di spiegare le proprie ragioni all’interno dell’assemblea degli azionisti, tuttavia, in caso di assenza dell’amministratore, l’assemblea degli azionisti potrà comunque procedere alla revoca.
Spesso gli atti costitutivi precisano le ragioni per le quali l’incarico di un amministratore può terminare, ad esempio morte, bancarotta, scadenza dei termini del contratto o revoca da parte dall’assemblea degli azionisti.
Anche i commissari possono essere sospesi o revocati dal loro incarico dall’assemblea degli azionisti secondo le norme applicabili agli amministratori.
1.2.5 REGOLE DI GESTIONE DELLA SOCIETÀ
La gestione interna di una società è regolata dalla legge (in particolare dalla Company Law) e dall’atto costitutivo. L’atto costitutivo generalmente regola l’organizzazione e la procedura secondo la quale verranno organizzati il consiglio di amministrazione e dei commissari.
Il consiglio di amministrazione è responsabile della gestione della società ed è l’unico ad avere il potere di rappresentarla e vincolarla. In taluni casi e per un dato periodo di tempo e comunque a seguito di delibera dell’assemblea generale ovvero se previsto dell’atto costitutivo, anche un commissario può assumere l’incarico di gestione della società.
Alcune decisioni del consiglio di amministrazione sono soggette all’approvazione dell’assemblea generale.

Il potere del consiglio di amministrazione può essere limitato dall’atto costitutivo, che può indicare le materie nelle quali le decisioni adottate dal consiglio di amministrazione hanno bisogno della preventiva approvazione del consiglio dei commissari (o di parte di questo) o dell’assemblea generale degli azionisti (o solo di alcuni azionisti). Dette restrizioni sono opponibili ai terzi.
Il consiglio di amministrazione può delegare la responsabilità per alcuni incarichi specifici a singoli amministratori o a un comitato di amministratori. L’atto costitutivo solitamente permette al consiglio di amministrazione di nominare uno o più persone come rappresentanti o procuratori cui vengono conferiti determinati poteri.
1.2.6 COMPITI DEGLI AMMINISTRATORI
Il consiglio di amministrazione deve gestire la società perseguendo i migliori interessi della stessa ed è nominato dall’assemblea degli azionisti cui deve anche rispondere. Sarà personalmente responsabile l’amministratore che con la sua condotta abbia causato perdite alla società. La Company Law consente alla società di fare ricorso nei confronti del consiglio di amministrazione per non aver adempiuto i propri obblighi in buona fede e nell’interesse della società.
Il BAPEPAM ovvero OJK può generalmente imporre pene o sanzioni amministrative a chiunque violi i regolamenti del mercato finanziario (“Capital Market Law”). La Capital Market Law impone sanzioni o la reclusione a chiunque fornisca deliberatamente false informazioni, perda o nasconda materiale informativo rilevante per gli azionisti pubblici o per il BAPEPAM ovvero l’OJK. La parte che ritiene di essere stata danneggiata dall’abuso del mercato finanziario può fare causa al responsabile.
In caso di insolvenza causata da errore o negligenza del consiglio di amministrazione o dal consiglio dei commissari e i beni della società siano insufficienti a coprire le perdite, ogni amministratore o commissario può essere ritenuto responsabile congiuntamente o singolarmente per dette perdite. L’amministratore o il commissario possono essere scagionati se provano che l’insolvenza non è stata causata da loro negligenza o errore. Gli amministratori e i commissari colpevoli di reati relativi all’insolvenza ovvero al commercio fraudolento sono puniti con la reclusione.

1.2.7 ASSEMBLEA DEI SOCI
L’assemblea generale annuale degli azionisti (“AGM”) deve essere indetta entro sei mesi dalla fine dell’anno finanziario della società. All’AGM, inter alia, il consiglio di amministrazione presenta il bilancio annuale. L’assemblea delibera sull’eventuale dividendo, la nomina di amministratori, dei commissari e dei revisori contabili.
La Company Law prevede che l’assemblea possa essere convocata da uno o più azionisti che insieme detengano il 10% delle azioni con diritto di voto, o una minore percentuale specificata nell’atto costitutivo.
In questo caso nell’assemblea potranno essere discussi solo i temi proposti dai soci che l’hanno convocata.
Ogni azionista può rivolgersi al giudice se il consiglio di amministrazione e il consiglio dei commissari non convoca l’assemblea generale annuale entro il termine previsto, ovvero non invia l’avviso di convocazione
entro 30 giorni.

1.2.8 GLI AZIONISTI DI MINORANZA
Ai sensi della Company Law, un azionista di minoranza può intraprendere, inter alia, le altre le seguenti azioni:
– può fare ricorso al giudice contro la società se ritiene di essere stato danneggiato da decisioni non eque ovvero irragionevoli dell’assemblea degli azionisti, del consiglio di amministrazione o dei commissari;
– richiedere alla società di acquistare le sue azioni ad un prezzo ragionevole, laddove ritenga che le decisioni prese dalla società abbiano causato una perdita del valore delle azioni;
– gli azionisti che detengano almeno il 10% delle azioni con diritto di voto possono iniziare un’azione legale contro gli amministratori che abbiano causato una perdita del valore delle azioni, per negligenza o errore;
– gli azionisti che detengono almeno il 10% delle azioni possono richiedere al giudice un esame della società, in alcuni casi specifici;
– gli azionisti che detengono almeno il 10% delle azioni con diritto di voto possono chiedere al giudice di sciogliere la società;
– gli azionisti di minoranza, se possiedono un certo numero di azioni, laddove ritengano ci sia stata una cattiva gestione, possono convocare un’assemblea generale, intervenire in assemblea, o essere rappresentati, e hanno il diritto di votare e di ricevere il verbale dell’assemblea.

 

1.2.9 CONTROLLI INTERNI, CONTI E REVISIONE CONTABILE
Le società pubbliche, le SOEs e alcune società bancarie, finanziarie e assicurative sono generalmente tenute ad avere un comitato di revisione contabile, istituito dal comitato dei commissari e sotto la responsabilità di quest’ultimo. Il comitato per la revisione contabile aiuta a garantire l’efficacia del sistema di controllo interno della società e la conformità legale. Altre tipi di società non hanno linee guida sul controllo interno dei rischi aziendali. Il codice indonesiano stabilisce che il consiglio di amministrazione deve predisporre un efficace sistema di controlli interni per proteggere gli investimenti e le attività della società.
La rendicontazione annuale, compreso il bilancio della società, deve essere redatta, entro cinque mesi dalla chiusura dell’esercizio della società e deve essere firmata da tutti gli amministratori e i commissari.
Per i bilanci delle società pubbliche sono richiesti requisiti più specifici e rigorosi, incluso un periodo più breve per mettere a disposizione degli azionisti i conti riscontrati e presentarli al BAPEPAM ovvero OJK nonché la pubblicazione dei conti annuali su due quotidiani.
Amministratori e commissari sono congiuntamente e solidalmente responsabili nei confronti dei terzi che ritengano di essere danneggiati da conti inesatti, falsi o fuorvianti, salvo che non riescano a dimostrare che non è vi loro colpa o negligenza.
I revisori contabili di solito sono nominati e rieletti dall’assemblea generale in occasione dell’assemblea generale. L’atto costitutivo può fornire ulteriori dettagli sui revisori e sulla loro nomina.

1.2.10 PROSSIMI SVILUPPI IN MATERIA CORPORATE GOVERNANCE
Benché fino a tempi recenti la corporate governance non sia stata una priorità del governo indonesiano, si è ultimamente assisto ad un cambio di rotta che potrebbe portare nel prossimo futuro al miglioramento delle norme di corporate governance, al rafforzamento del ruolo delle autorità regolamentari e alla crescita di organismi non governativi indonesiani per promuovere l’osservanza di buone regole di governo societario.
Tuttavia, se da un lato la Banca Mondiale, l’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale e la Banca asiatica di sviluppo hanno tutti incoraggiato il miglioramento delle norme di governo societario, dall’altro il predominio di aziende a conduzione familiare, la mancanza di un adeguati finanziamenti e l’incapacità di riformare radicalmente il sistema giudiziario hanno come conseguenza che il miglioramento delle norme di corporate governance e delle funzioni degli amministratori sia di là da venire.

1.3 ANTITRUST
Nel settembre del 2000 in Indonesia è entrata in vigore la legge volta a vietare pratiche monopolistiche e di concorrenza sleale. L’introduzione della legge antitrust è stata una delle condizioni imposte all’Indonesia nel 1998 dal Fondo Monetario Internazionale per ottenere un pacchetto di misure di sgravio.
Lo scopo della legge antitrust è quello di creare un mercato più trasparente, non dominato da una ristretta cerchia di imprenditori che godono di protezione del governo per permettere all’Indonesia di avere condizioni di mercato che consentano alle imprese di essere libere di competere tra di loro.
La legge contiene norme generali che vietano monopolio e concorrenza sleale. Tuttavia, applicazione della legge è demanda ai regolamenti di attuazione e alle linee guida ancora in fase di attuazione.