FOCUS SU INFRASTRUTTURE,AGRICOLTURA E INDUSTRIA MANUFATTURIERA

1.1 WHAT NEXT? FOCUS SU INFRASTRUTTURE, AGRICOLTURA E INDUSTRIA MANIFATTURIERA
Nonostante la recente crisi economica mondiale, l’Indonesia ha continuato a registrare una crescita economica superiore al 6% nel 2010 e nel 2011 che, in base alle statistiche pubblicate dalla Banca Mondiale, dovrebbe aver (ampiamente) superato il 6% anche nel 2012. Questa crescita ha fatto dell’Indonesia una destinazione molto ambita dagli investimenti diretti esteri in continuo aumento e infatti, da una indagine del 2012-2014, l’Indonesia risulta tra le prime cinque destinazioni di Foreign Direct Investment (“FDI”).
Con la fine della dittatura, che ha coinciso con l’inizio della crisi finanziaria asiatica, l’Indonesia è diventata una delle destinazioni preferite del FDI. Infatti, prima del 1990, gli investitori stranieri erano tenuti a impegnarsi a cedere una quota di maggioranza agli azionisti indonesiani entro un determinato numero di anni; negli anni ‘90 l’obbligo di cessione è stato modificato per un importo non precisato, generalmente inteso almeno pari al 5% entro 15 anni dall’avvio della produzione commerciale (cioè dall’ottenimento della licenza permanente di business); infine la legge sugli investimenti del 2007, oltre a prevedere maggiori tutele per gli investitori stranieri, ha rimosso detto requisito e l’obbligo generale di cessione non è più applicabile alle Società PMA costituite dopo il 2007.

1.2 INFRASTRUTTURE
Il governo indonesiano, impaziente di attirare investimenti privati nel settore delle infrastrutture, ha adottato una serie di misure volte ad agevolarli. Infatti, dal momento che l’Indonesia emerge dalla crisi economica globale come uno dei pochi paesi con una continua crescita economica, il governo e le aziende guardano allo sviluppo delle infrastrutture per continuare a sostenerne la crescita. Inoltre, in considerazione della vastità dell’Indonesia, delle risorse e della sua geografia è facile capire l’importanza delle infrastrutture e l’interesse privato e pubblico di cui sono oggetto.
Nel tentativo di affrontare la sfida, il governo ed i privati mirano a rafforzare la capacità delle industrie strategiche. Questo è il motivo per cui il governo ospita spesso convegni internazionali in materia di opportunità di investimento in Indonesia. Infatti nel 2012, si sono tenuti la Asia Pacific Ministerial Conference on Sustainable and Inclusive Infrastructure Development e il IIICE’12 Exibition in occasione dei quali sono stati discussi i diversi modi di realizzare una crescita nuova, efficiente e sostenibile contestualmente allo sviluppo delle infrastrutture. Quest’anno la Indonesia International Infrastructure Conference and Exhibition (IIICE’13) è prevista per il 13-15 novembre 201314.
Il BKPM attualmente mostra una serie di progetti infrastrutturali, si veda il sito http://www2.bkpm.go.id/contents/p23/ppp-infrastructure -show-case-projects/23.
Per quanto riguarda i progetti di costruzione, come regola generale, i relativi contratti vengono aggiudicati attraverso una gara d’appalto, anche se possono esservi delle eccezioni. Le società di costruzioni che desiderano partecipare a una gara d’appalto devono soddisfare i requisiti previsti dalla legge, in particolare, ottenere una licenza di costruzione, avere i requisiti necessari per la qualificazione e aver costituito una società oppure aver registrato un ufficio di rappresentanza. In particolare, le imprese edili straniere che desiderano partecipare a gare d’appalto di costruzione in Indonesia, che richiedono il coinvolgimento di un partner locale, possono: (i) costituire una Società PMA; oppure costituire un ufficio di rappresentanza della società di costruzioni straniera (“RO”) tenuto a collaborare con una impresa indonesiana.

1.3 AGRICOLTURA
Se da un lato il BKPM ritiene l’agricoltura indonesiana un potenziale settore per gli investimenti stranieri (si veda, ad esempio, http://www2.bkpm.go.id/contents/general/20/food-agriculture) e alcuni recenti rapporti sottolineano le possibilità di crescita di questo settore15, dall’altro la politica agricola indonesiana è altamente protezionista e lo sta diventando sempre di più. Ad esempio, la legge sulla orticoltura limita ora al 30% la partecipazione straniera proprio in imprese orticole, prevedendo alcune disposizioni transitorie per gli investimenti stranieri già in essere. Gli investimenti esteri nel business delle piantagioni e delle relative imprese di produzione di semi (compreso il cotone, l’olio di palma e le piante medicinali), senza processo di elaborazione, sono limitati al 95%.

1.4 INDUSTRIA MANIFATTURIERA
Al settore manifatturiero indonesiano è stata data una “seconda possibilità” ed in questo senso deve essere letta la relazione della Banca mondiale tesa a rilanciare la crescita nel settore manifatturiero in Indonesia. La relazione mostra che il consumo interno è aumentato considerevolmente negli ultimi anni e nella maggior parte dei settori di attività le imprese produttive stabilite a livello locale possono avere il 100% di partecipazioni azionarie straniere. Il governo sta preparando una revisione della legge sullo sviluppo industriale, ma non si prevede porti grandi cambiamenti.
L’attrattiva dell’Indonesia nel settore manifatturiero si fonda sui bassi costi di produzione e sulla rapida crescita del mercato interno. Inoltre, le iniziative di integrazione regionale con le quali è impegnato il governo rendono il paese un luogo attraente per gli investitori disposti a servire il mercato orientale.
Il governo ha anche introdotto un nuovo piano per accelerare e ampliare lo sviluppo economico (“MP3EI”) il quale prevede che l’Indonesia diventi uno dei principali fornitori di prodotti alimentari a livello mondiale – come centro di elaborazione per l’agricoltura, la pesca e le risorse naturali – e la sua trasformazione in un paese con un’economia orientata all’innovazione.
Secondo i dati BKPM attuali, gli investimenti esteri nel settore manifatturiero nel secondo trimestre del 2012 hanno raggiunto US$ 1,2 miliardi (un aumento del 62%). Il Ministero dell’Industria ha registrato una crescita nel settore dell’industria manifatturiera non petrolifera del 6,4%. I FDI sono aumentati del 30,4% e quindi a circa il Rp 107.6 trilioni. Il settore manifatturiero e quello minerario registrano il più alto livello di investimenti stranieri, in particolare nel settore dell’industria automobilistica, dell’elettronica e della lavorazione dei metalli.