ASPETTI TRIBUTARI

1.1 ASPETTI GENERALI
Il presente capitolo descrive le caratteristiche principali del sistema fiscale indonesiano assumendo il punto di vista dell’investitore italiano.
La riscossione delle imposte in Indonesia è svolta dalla Direzione Generale della Tassazione (Direktorat Jenderal Pajak, “DGT”) all’interno del Ministero delle Finanze (Departement Keuangan). La riscossione avviene su base regionale, dal momento che i soggetti passivi sono registrati presso il proprio Ufficio delle Imposte Regionale.

Riferimenti normativi:
– imposta sui redditi: legge n. 17/2000 modificata dalla legge n. 36/2008 (Pajak Penghasilan, “PPH”);
– regolamento generale e procedura di diritto tributario: legge n. 16/2000 modificata dalla legge n. 28/2007 (Ketentuan Umum dan Tata Cara Perpajakan, “KUP”);
– IVA: legge n. 18/2000.Imposte sulle persone giuridiche

1.2 IMPOSTE SULLE PERSONE GIURIDICHE

1.2.1 IMPOSTA SUI REDDITI
Le società fiscalmente residenti in Indonesia sono tassate sul reddito ovunque prodotto (worldwide income principle). Di contro, le società non residenti sono considerate soggetti passivi di imposta limitatamente al reddito prodotto in Indonesia, che sia o meno attribuibile ad una stabile organizzazione (Permanent Establishment, “PE”)7 indonesiana.
Affinché una società sia considerata fiscalmente residente in Indonesia occorre che questa sia costituita o domiciliata in Indonesia, ovvero che la sua gestione sia effettuata in Indonesia.
L’aliquota relativa all’imposta sui redditi delle persone giuridiche è fissata in misura pari al 25%. Variazioni d’aliquota sono tuttavia previste per determinati tipi di società, in particolare:
– le piccole imprese (i.e. imprese con un fatturato annuo che non supera i 50 miliardi di Rupie indonesiane) hanno diritto ad una riduzione del 50% dell’aliquota sulla parte di reddito imponibile fino a 4,8 miliardi di Rupie indonesiane;
– le società neocostituite che operano in determinati settori sono pro tempore esenti da imposte e, in una fase successiva, godono di un’aliquota ridotta del 50% (cfr. 2.12.2.4 “Tax holidays”);
– le società ad azionariato diffuso godono di una riduzione dell’aliquota di 5 punti percentuali
l soggetti fiscalmente residenti in Indonesia e le PE di società straniere10 devono adempiere le proprie obbligazioni fiscali mediante:
– pagamenti diretti (in acconto e a saldo);
– ritenute alla fonte effettuate da terzi.
I soggetti fiscalmente residenti e le PE indonesiane sono tenuti ad effettuare dei versamenti mensili delle imposte a titolo di acconto (articolo 25, PPH), il cui importo è generalmente calcolato sulla base dell’ultima dichiarazione dei redditi. A riguardo, si segnala che è prevista una rateizzazione speciale per i nuovi contribuenti, per le società di leasing, per le banche e per le società statali.
Le ritenute fiscali operate da terzi su determinate categorie di redditi (articolo 23, PPH) e le imposte che devono essere corrisposte anticipatamente in relazione a determinate transazioni (articolo 23, PPH sulle importazioni) costituiscono, al pari dei versamenti mensili, un anticipo sulle imposte della società per l’anno in corso dovute da chi ha percepito il reddito o ha effettuato l’importazione.
Se l’importo complessivo delle imposte pagate in via anticipata nel corso dell’anno fiscale di riferimento, anche attraverso ritenuta, (articoli 22, 23 e 25, PPH) e delle tasse pagate all’estero (articolo 24, PPH) risulta inferiore al totale delle imposte dovute, la società dovrà provvedere al saldo prima del deposito della propria dichiarazione dei redditi (articolo 29, PPH).
Talune tipologie di reddito percepite da soggetti residenti o PE indonesiane di soggetti esteri sono soggette ad imposta sul reddito a titolo definitivo. A riguardo, le ritenute fiscali operate da soggetti terzi (articolo 4, comma 2, PPH) sono operate a titolo di imposta (e non di acconto) e ne esauriscono l’obbligazione tributaria.
Contrariamente ai soggetti fiscalmente residenti e alle PE indonesiane di soggetti non residenti, le società straniere prive di una PE in Indonesia assolvono le proprie obbligazioni fiscali sui redditi ivi prodotti subendo una ritenuta fiscale effettuata dal cliente indonesiano che corrisponde il reddito (articolo 26, PPH) a titolo di imposta. Per tali soggetti le ritenute fiscali operate dalla controparte indonesiana esauriscono l’obbligazione tributaria.

1.2.2 CALCOLO E VERSAMENTO DELLE IMPOSTE
Il periodo d’imposta generalmente coincide con l’anno solare (dal 1° gennaio al 31 dicembre), a meno che il contribuente persona giuridica non decida di presentare dichiarazione dei redditi in base al proprio esercizio contabile. A riguardo si segnala che, ai fini fiscali, non è consentito adottare un periodo d’imposta di durata superiore ai 12 mesi.
Le dichiarazioni dei redditi in regime consolidato non sono ammesse; ogni società facente parte di un gruppo deve quindi presentare dichiarazione dei redditi individualmente.
I pagamenti mensili delle imposte operano attraverso un sistema di auto-liquidazione, con versamenti che devono essere operati entro il giorno 15 del mese successivo a quello di riferimento. Contestualmente va presentata una dichiarazione mensile entro il giorno 20 del mese successivo.
La dichiarazione dei redditi annuale deve essere invece presentata entro 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio contabile.
Il regime delle perdite. Le perdite fiscali possono essere portate a nuovo nei periodi d’imposta successivi fino al quinto. Tale facoltà è estesa a 10 esercizi per talune tipologie di società o specifici affari condotti in particolari regioni del paese. Le perdite non possono mai essere dedotte nei periodi d’imposta precedenti a quello in cui si sono verificati.
I cambiamenti nella proprietà aziendale non inficiano la validità di queste disposizioni, che pertanto rimangono valide anche in caso di trasferimento della partecipazione di controllo.
Le minusvalenze sono trattate alla stregua delle perdite d’esercizio, a condizione che siano da considerarsi ragionevoli a fronte della normale prassi di mercato.
Dividendi. I dividendi percepiti da una società indonesiana provenienti da una società a responsabilità limitata costituita in Indonesia (Perseroan Terbatas, “PT”), una cooperativa, ovvero una società statale, sono esenti dall’imposta sui redditi se sono rispettate le seguenti condizioni:
– i dividendi derivano da utili portati a nuovo; e
– sono pagati a persone giuridiche fiscalmente residenti che detengano una partecipazione almeno pari al 25% del capitale della società che ha distribuito i dividendi.
Se queste condizioni non sono rispettate, i dividendi sono imponibili in capo alla società percipiente all’aliquota ordinaria al pari degli altri redditi percepiti dalla stessa.

1.2.3 Principali voci di costo
Principali costi deducibili. I soggetti fiscalmente residenti e le PE di soggetti non residenti possono portare in deduzione dal reddito le seguenti, principali, voci di costo:
– costi che sono direttamente o indirettamente collegati al business, tra gli altri:
• costo dei materiali;
• costo del personale, incluse retribuzioni e salari;
• onorari, bonus, compensi e liberalità;
• interessi, canoni di locazione e royalties;
• spese di viaggio;
• spese per trattamento rifiuti;
• premi assicurativi;
• spese per pubblicità e di vendite, come indicate nei regolamenti emanati dal Ministero delle Finanze;
• spese amministrative;
• imposte diverse dalle imposte sul reddito;
– ammortamento di beni materiali e immateriali che hanno una vita utile superiore ad un anno;
– contributi a fondo pensionistico approvati dal Ministero delle Finanze;
– perdite derivanti dal cambio di valuta straniera;
– costi per ricerca e sviluppo, purché tale attività sia stata condotta in Indonesia;

– borse di studio, tirocinio e spese per la formazione;
– crediti inesigibili, a condizione che:
• siano spesati in conto economico;
• il dichiarante abbia presentato una lista dei crediti inesigibili presso il DGT;
• il procedimento giudiziario è stato instaurato davanti alla Corte o davanti alle Agenzie che si occupano dello stato dei crediti, ovvero è in essere un accordo in forma scritta tra debitore e creditore sulla remissione del debito, ovvero il debito è stato oggetto di pubblicità legale, ovvero il creditore ha reso dichiarazione di cancellazione di tale debito;
– donazioni a fronte di calamità naturali, secondo le modalità stabilite tramite regolamento governativo;
– donazioni per attività di ricerca e sviluppo condotte in Indonesia, secondo le modalità stabilite
tramite regolamento governativo;
– costi per lo sviluppo di infrastrutture, secondo le modalità stabilite tramite regolamento governativo;
– donazioni nella forma di strutture per l’istruzione, secondo le modalità stabilite tramite regolamento
governativo;
– donazioni per il miglioramento delle strutture sportive, secondo le modalità stabilite tramite
regolamento governativo.
Principali costi non deducibili. I principali costi non deducibili riguardano le seguenti voci:
– benefits-in-kind (“BIKs”) quali alloggio gratuito, dei costi di acquisto e mantenimento di auto aziendali nella misura del 50%, i beni necessari per svolgere la prestazione lavorativa (escluso il vitto) come l’abbigliamento antinfortunistico, le uniformi, le spese di trasporto da/per il luogo di lavoro, l’alloggio per gli equipaggi delle nave, le spese per provvedere ai BIKs nelle zone remote, e costi per acquisto e mantenimento di telefoni cellulari nella misura del 50%;
– spese private;
– omaggi non aziendali e aiuti, ad eccezione della zakat (la carità secondo i principi islamici);
– accantonamenti, ancorché alcuni tipi di accantonamento possono essere classificati come deducibili.
A titolo di esempio sono deducibili gli accantonamenti ai fondi di svalutazione crediti per compagnie bancarie e finanziarie, i depositi cauzionali per la cassa assicurativa (Lembaga Penjamin Simpanan), le spese di bonifica per le società minerarie e forestali, la recinzione e manutenzione per le industrie della lavorazione dei rifiuti;
– imposte sul reddito;
– sanzioni fiscali;
– distribuzione di utili;
– contributi del datore di lavoro per assicurazione sulla vita, sulla salute e contro gli infortuni, contributi a fondi pensione non approvati, a meno che tali contributi non siano ritenuti parte del reddito imponibile dei dipendenti;
– spese relative a redditi che sono tassati sulla base di un’aliquota fissa (i.e. interessi sui depositi);
– spese effettuate in relazione a crediti esenti (i.e. interessi su prestiti utilizzati per comprare azioni, dove i dividendi che vengono distribuiti non sono soggetti all’imposta sul reddito);
– salari o compensi ricevuti per rapporti di partnership, la cui partecipazione non si basa su quote azionarie.

1.2.4 INCENTIVI E AGEVOLAZIONI FISCALI
Incentivi all’investimento. Il DGT, per conto del Ministero delle Finanze e sulla base della raccomandazione fornita dal Presidente del Consiglio di Coordinamento degli Investimenti (Badan Koordinasi Penanaman Modal, “BKPM”), può concedere agevolazioni e incentivi alle imprese a responsabilità limitata costituite in Indonesia in relazione a precipui investimenti effettuati in determinati settori o in determinate aree del paese.
Tali incentivi consistono in:
– una riduzione del reddito netto per un ammontare fino al 30% del capitale investito, ripartito in sei quote annuali di pari importo (5% all’anno), a condizione che gli assets investiti non siano trasferiti nel corso dei 6 anni;
– accelerazione degli ammortamenti fiscali deducibili;
– estensione del periodo di riportabilità delle perdite fino a 10 anni;
– riduzione delle ritenute fiscali sui dividendi distribuiti a soggetti non fiscalmente residenti al 10%.
Per i nuovi investimenti effettuati a partire dal 2012, gli incentivi fiscali possono essere utilizzati solo dopo che la società abbia realizzato almeno l’80% del suo piano d’investimento. Le medesime agevolazioni possono essere concesse dal DGT nei confronti delle società che svolgono attività in una Zona di Sviluppo Economico Integrato (Kawasan Pangembangan Ekonomi Terpadu, “KAPET”), a condizione che venga rilasciata dal DGT una specifica approvazione al rilascio degli incentivi. La qualificazione di una zona come KAPET è stabilita tramite decreto presidenziale. Attualmente esistono 14 zone qualificate come KAPET.

Tax holiday. Le nuove società operanti in alcuni specifici settori d’avanguardia, possono beneficiare di una esenzione totale dall’imposta sul reddito delle persone giuridiche, per un periodo che va da 5 fino ad un massimo di 10 anni dall’inizio dell’attività commerciale. Dopo la fine del periodo d’esenzione, la società beneficia di una riduzione del 50% dell’imposta per un ulteriore periodo di 2 anni.
Per poter beneficiare della suddetta agevolazione:
– la società deve essersi costituita in Indonesia in una data non anteriore al 14 agosto 2010;
– il piano d’investimento del capitale deve prevedere un investimento di almeno un miliardo di Rupie indonesiane;
– deve essere depositato un importo minimo del del 10% del totale riportato nel piano di investimento in una banca localizzata in Indonesia.

L’applicazione del regime di tax holiday deve essere approvato dal Ministero dell’Industria o dal presidente del BKPM, a seguito della verifica dei requisiti richiesti. Le approvazioni possono essere sottoscritte a partire dal 15 agosto 2014.

Public companies. È prevista una riduzione del 5% sull’aliquota base dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche (che passa quindi dal 25 al 20%) per le società ad azionariato diffuso. Sono tali le società che rispettano i seguenti requisiti:
– almeno il 40% del proprio capitale rappresentato da azioni è diffuso tra il pubblico;
– il pubblico è costituito da almeno 300 diversi soggetti, ognuno con un possesso inferiore al 5% del totale capitale diffuso.
Le suddette due condizioni devono ricorrere per almeno 6 mesi nel corso di un anno fiscale. Investimenti esteri. Occorre infine segnalare che, con riferimento al finanziamento tramite capitali esteri di programmi d’investimento del governo indonesiano, i redditi percepiti dagli investitori esteri inerenti a tali programmi di investimento sono soggetti a specifiche agevolazioni fiscali. L’Elenco dei Progetti Finanziabili (Daftar Isian Proyek), assieme ad altri documenti analoghi, contiene l’indicazione dei progetti per i quali trova applicazione tale tipo di agevolazione.
Le agevolazioni sono estese agli appaltatori, ai consulenti e ai fornitori dei progetti finanziati da capitali, mentre ne restano esclusi i subappaltatori, coi relativi consulenti e fornitori di secondo livello.

1.2.5 CAPITAL GAIN
La cessione di beni aziendali (ad esclusione di terreni e fabbricati) può determinare un capital gain o una capital loss, in base alla differenza tra il valore di realizzo al momento della vendita ed il valore con cui i beni sono iscritti a bilancio. I capital gain sono oggetto di tassazione, mentre le capital loss sono deducibili solo se il bene in questione sia stato utilizzato per l’attività aziendale al fine di creare profitto. In linea generale, le imposte sui capital gain sono calcolate in base delle aliquote fiscali ordinarie.
I capital gain derivanti dal trasferimento di terreni e fabbricati sono tassati con un’aliquota del 5% se il venditore è una persona fisica, o una società attiva nel settore immobiliare. Queste regole valgono anche per i soggetti fiscalmente non residenti.

1.3 RITENUTE ALLA FONTE
Come si è avuto modo di notare nei paragrafi precedenti, il sistema d’imposizione indonesiano sui redditi è basato sull’applicazione delle ritenute fiscali su larga scala. Quando una determinata tipologia di reddito è soggetta a ritenuta, la parte pagante è solitamente responsabile dell’assolvimento delle ritenute sul reddito erogato. La normativa relativa alle ritenute è contenuta principalmente all’interno degli articoli 4, secondo comma, 21, 22, 23 e 26 del PPH.

1.3.1 RITENUTE SULLE IMPORTAZIONI
– 2,5% del valore dell’importazione (comprensivo dei dazi doganali) per l’importazione di beni (esclusi quelli di cui al punto seguente) se sono importi utilizzando un codice d’identificazione dell’importatore (Angka Pengenal Impor, “API”);
– 0.5% del valore dell’importazione (comprensivo dei dazi doganali) per le importazioni di semi di soia, grano e farina di grano utilizzando un API;
– 7,5% del valore dell’importazione (comprensivo dei dazi doganali) per le importazioni di beni senza l’utilizzo di un API;
– 7,5% del valore d’asta per l’importazione di beni venduti all’asta;
– 1,5% del valore di vendita per la cessione di beni al governo con la richiesta di pagamento nei confronti del Tesoro e della procura per l’utilizzo del budget (Kuasa Pengguna Anggaran);
– 0,25% del valore di vendita per l’acquisto di carburante da parte di stazioni di rifornimento di proprietà statale;
– 0,3% del valore di vendita per l’acquisto di carburante da parte di stazioni di rifornimento private
e operazioni similari;
– 0,3% del valore di vendita per l’acquisto di lubrificanti;
– 0,3% del valore di vendita per l’acquisto di prodotti dell’industria dell’acciaio;
– 0,45% del valore di vendita per l’acquisto di prodotti dell’industria automobilistica;
– 0,1% del valore di vendita per l’acquisto di prodotti dell’industria cartiera;
– 0,25% del valore di vendita per l’acquisto di cemento;
– 0,25% del valore di vendita per l’acquisto di prodotti della silvicoltura, delle piantagioni, dell’agricoltura e dai grossisti della pesca.
– 5% del prezzo di vendita per vari prodotti del mercato del lusso.

1.3.2 RITENUTE SUGLI IMMOBILI
– 10% sulla rendita dominicale/catastale di terreni/fabbricati;
– 5% sui profitti derivanti dal trasferimento di diritti reali sugli immobili;
– 2/3/4% sugli onorari per i lavori di costruzione;
– 4/6% sugli onorari per la progettazione e la supervisione di lavori di costruzione.

1.3.3 RITENUTE SUI DIVIDENDI
– 15% dell’ammontare lordo se i dividendi sono distribuiti a soggetti fiscalmente residenti, che non sono persone fisiche;
– 10% dell’ammontare lordo se i dividendi sono distribuiti a soggetti fiscalmente residenti che sono persone fisiche;
– 20% dell’ammontare lordo se i dividendi sono pagati a soggetti fiscalmente non residenti, fatto salvo l’applicazione di un trattato che prevede tassi più favorevoli. Tale ritenuta alla fonte è da considerarsi a titolo d’imposta.

1.3.4 RITENUTE SULLE ROYALTIES
– Il 15% dell’ammontare lordo, se le royalties vengono corrisposte a contribuenti fiscalmente residenti. Tale ritenuta è da considerarsi a titolo d’acconto;
– il 20% dell’ammontare lordo se le royalties vengono corrisposte a contribuenti fiscalmente non residenti, fatto salvo l’applicazione di un trattato che prevede tassi più favorevoli.

1.3.5 RITENUTE SUGLI INTERESSI
– Il 15% dell’ammontare lordo se gli interessi vengono corrisposti a contribuenti fiscalmente residenti.
Tale ritenuta è da considerarsi a titolo d’acconto;
– 0% sono esenti da ritenuta gli interessi corrisposti a contribuenti fiscalmente residenti che svolgono attività finanziaria o bancaria;
– il 20% dell’ammontare lordo se gli interessi vengono corrisposti a contribuenti fiscalmente non residenti, fatto salvo l’applicazione di un trattato che prevede tassi più favorevoli.
2.12.3.6 RITENUTE SUI COMPENSI PER SERVIZI TECNICI
– 2% dell’ammontare lordo dei pagamenti effettuati da soggetti fiscalmente residenti nei confronti di un soggetto fiscalmente residente per servizi tecnici, di management o consulenza, nonché per i canoni di affitto/noleggio (ad eccezione delle locazioni di terreni e fabbricati);
– 20% dell’ammontare lordo dei pagamenti effettuati verso l’estero a fronte dei summenzionati servizi tecnici, fatta salva l’applicazione di un trattato che prevede tassi più favorevoli.

1.3.7 BRANCH REMITTANCE TAX
I profitti trasferiti da una PE indonesiana alla casa madre estera, che residuano dopo aver pagato le imposte in Indonesia, scontano un’imposta del 20% (branch remittance tax). Questa aliquota può essere ridotta laddove le disposizioni contenute nelle convenzioni contro le doppie imposizioni (cfr. paragrafo successivo).