ASPETTI DI FISCALITÀ INTERNAZIONALE

1.1 CONVENZIONI CONTRO LE DOPPIE IMPOSIZIONI
L’Indonesia ha firmato con diversi stati stranieri (tra cui l’Italia) delle convenzioni per evitare le doppie imposizioni (i “Trattati” o il “Trattato”) che, in deroga alle disposizioni normative interne, prevedono alcuni benefici fiscali, in particolare sotto forma di:
– esenzione dalle ritenute sui servizi;
– riduzione delle aliquote previste per dividendi, interessi, royalties e utili.
Solitamente, l’esenzione sui servizi tecnici è concessa solo se la parte straniera che realizza i proventinon ha una PE in Indonesia.
Per richiedere l’esenzione la parte straniera deve presentare il suo Certificate of Domicile (“COD”) al DGT tramite il soggetto indonesiano che paga il corrispettivo per il servizio. In mancanza di questo documento, sia nella forma prescritta dal DGT, sia nella forma prevista dal paese di riferimento (soggetto a talune condizioni), la parte estera non ha diritto all’esenzione e l’imposta è trattenuta in misura del 20%.
Per quanto riguarda la riduzione delle ritenute sui dividendi, gli interessi e le royalties, solitamente solo il beneficiario effettivo ha diritto ai vantaggi fiscali previsti nei Trattati.
Affinché il percipiente possa qualificarsi come “beneficiario effettivo”, è necessario soddisfare i seguenti criteri:
– per le persone fisiche: non ricevere i redditi come delegati o agenti per conto di altri;
-essere un’istituzione esplicitamente menzionata nel Trattato, ovvero essere stata indicata congiuntamente dalla autorità competente in Indonesia e dal paese con cui il Trattato è stato sottoscritto;
– essere una società quotata le cui azioni siano regolarmente scambiate;
– essere una banca;
– qualsiasi altra società che soddisfi almeno una delle seguenti condizioni:
• la costituzione della società nel paese con cui si è firmato il Trattato, il modo in cui l’operazione è strutturata e si è svolta non devono essere posti in essere al solo fine di beneficiare dei vantaggi del Trattato;
• la società abbia dipendenti;
• la società svolga un’effettiva attività economica;
• i redditi prodotti in Indonesia siano soggetti a tassazione nel paese di residenza;
• la società non ricorra a più del 50% dei suoi ricavi per onorare i suoi obblighi verso altri soggetti a titolo di interessi, royalties e altri pagamenti.
Con precipuo riferimento all’Italia, segnaliamo che le ritenute applicabili ai sensi del Trattato, sono le seguenti:
– 10% sui dividendi se il soggetto percipiente possiede una partecipazione pari almeno al 25% del capitale della società che paga i dividendi (15% negli altri casi);
– 10% sugli interessi;
– 10% sulle royalties relative a compensi di qualsiasi natura corrisposti per l’uso, o la concessione in uso di attrezzature industriali, commerciali o scientifiche o per informazioni concernenti esperienze di carattere industriale, commerciale o scientifico. 15% in tutti gli altri casi;
– 12% a titolo di branch remittance tax.

1.2 TEMPO NECESSARIO AFFINCHÉ SI CONFIGURI UNA PE IN INDONESIA
Come segnalato in precedenza, alcune attività possono configurare una PE nel caso in cui siano svolte in Indonesia oltre un determinato periodo di tempo.
Con precipuo riferimento all’Italia, segnaliamo nel seguito i tempi richiesti affinché si configuri una PE in Indonesia in dipendenza dell’attività svolta:
– cantiere: 6 mesi;
– installazione: 6 mesi;
– assemblaggio: 6 mesi;
– attività di controllo e supervisione: 6 mesi;
– altri servizi: 3 mesi.

1.3 NORME ANTI-ABUSO
Concessioni fiscali. Il trasferimento di assets in sede di operazioni straordinarie (i.e., fusioni, scissioni) deve generalmente avvenire a condizioni di mercato. Le plusvalenze derivanti da questo tipo di operazioni sono imponibili, così come le minusvalenze risultano deducibili dal reddito d’impresa.
È tuttavia ammessa la possibilità di porre in essere una fusione o una scissione nella quale i trasferimenti di assets avvengano a valori di libro, ma devono essere soggetti all’approvazione del DGT. Per ottenere questa approvazione, il piano della fusione (o della scissione) deve superare un test di operatività al fine di dimostrare che tale operazione sia posta in essere per valide ragioni economiche e non di mero vantaggio fiscale (i.e., commercio di perdite fiscali).
In modo del tutto analogo, sono soggette ad approvazione da parte del DGT anche le operazioni di scissione che costituiscono la fase iniziale di un IPO. In questo caso, entro un anno dall’approvazione del piano da parte del DGT, la società in oggetto deve presentare una dichiarazione di avvenuta registrazione per un IPO presso l’Agenzia di Sorveglianza del Mercato dei Capitali e degli Intermediari Finanziari (Badan Pengawas Pasar Modal-Lembaga Keuangan). In caso di eventi di forza maggiore fuori dal controllo della società, tale periodo può essere esteso dal DGT fino ad un massimo di 4 anni.

Trattati. Nel tentativo di prevenire abusi dei Trattati, l’autorità fiscale indonesiana ha previsto una insolita ed elaborata definizione di ”beneficial owner” nell’articolo 26, comma 1, lettera a) della PPH.
In base alla nuova previsione della PPH, il paese di domicilio deve essere determinato non solo in base al COD, ma anche in base alla residenza o al domicilio del beneficiario effettivo del reddito dichiarato.
Nel caso in cui il beneficiario sia una persona fisica, il paese di domicilio sarà quello dove egli/ella risiede e vive, mentre nel caso in cui il beneficiario sia una persona giuridica, il paese di domicilio sarà il paese in cui risiede colui che detiene, individualmente o in comunione, più del 50% delle azioni, ovvero il domicilio dove si svolge la sua gestione effettiva.
Transfer pricing. Le operazioni intercorrenti tra parti correlate devono effettuarsi al valore normale (arm’s lenght principle). Se tale principio non viene rispettato, il DGT è autorizzato a riprendere a tassazione il reddito eluso o la deduzione eseguita in violazione dell’arm’s lenght principle.
Ai sensi del KUP, le autorità fiscali richiedono una specifica documentazione di transfer pricing (“TP”) al fine di provare che le operazioni con parti correlate si siano svolte in accordo col suddetto principio.
Tale documentazione è spesso richiesta in occasione delle revisioni ai fini fiscali, dal momento che le questioni relative al TP sono frequentemente oggetto di approfonditi controlli da parte delle autorità fiscali indonesiane.
Una dettagliata informativa di TP è inoltre richiesta in sede di dichiarazione annuale. L’informativa richiesta comprende:
– la natura ed il valore delle operazioni con parti correlate;
– i metodi di TP adottati nelle suddette operazioni e le ragioni per l’utilizzo di detti metodi; e
– se la società sia in possesso della documentazione di TP. A riguardo si segnala che la documentazione di TP deve essere allegata alla dichiarazione annuale nel caso in cui le transazioni con parti correlate eccedano approssimativamente la soglia di Euro 750.000.
Utili realizzati da una persona giuridica straniera priva di PE in Indonesia. l soggetti fiscalmente residenti, le organizzazioni ed i rappresentanti di società straniere hanno l’obbligo di trattenere il 20%dai seguenti pagamenti, se effettuati a favore di soggetti fiscalmente non-residenti: uenti pagamenti, se effettuati a favore di soggetti fiscalmente non-residenti:
– dividendi;
– interessi, inclusi supplementi, sconti, commissioni di garanzia;
– royalties, canoni di locazione e pagamenti per l’uso di beni;
– onorari per servizi, prestazioni e attività;
– premi e riconoscimenti;
– pensioni ed altri pagamenti periodici;
– premi Swap e altre transazioni di copertura;
– plusvalenze da cancellazioni del debito;
– profitti netti, dopo le imposte, di una PE o di una sede secondaria.
Le disposizioni di cui sopra possono essere derogate ove trovi applicazione il Trattato.

1.4 Imposte sulle persone fisiche
Al pari di quanto previsto per le persone giuridiche, anche per le persone fisiche trova applicazione il principio del worlwide income. Ne consegue che i soggetti considerati fiscalmente residenti in Indonesia vengono tassati sulla totalità dei redditi percepiti (i.e., redditi da lavoro dipendente e/o autonomo, capital
gains), indipendentemente dal paese fonte di tale reddito. Di contro, i soggetti non fiscalmente residenti in Indonesia sono tassati unicamente in relazione ai redditi da questi prodotti nel territorio dello Stato.
I redditi percepitii da persone fisiche fiscalmente residenti sono soggetti alle seguenti aliquote fiscali ordinarie:
Un individuo è considerato fiscalmente residente in Indonesia se possiede le seguenti caratteristiche:
– è presente in Indonesia per più di 183 giorni su un periodo di 12 mesi; ovvero
– è presente in Indonesia durante un anno fiscale e intende risiedere in Indonesia.
Di contro, un individuo si considera non fiscalmente residente se è presente in Indonesia per un periodo inferiore a 183 giorni e non ha intenzione di risiedere in Indonesia. Si segnala, tuttavia, che il contenuto di taluni Trattati fiscali può derogare questi principi.
Le persone fisiche non residenti sono soggetti ad un’aliquota fiscale pari al 20% (articolo 26, ed in relazione alle previsioni dei Trattati) sul reddito prodotto in Indonesia.
La famiglia è considerata come una singola unità economica, di talché è richiesta la presentazione unificata della dichiarazione dei redditi. La presentazione separata è ammessa unicamente in presenza di un accordo prematrimoniale tra i coniugi che disponga in tal senso.
L’imposta sui redditi delle persone fisiche viene esatta unicamente a livello nazionale. Il PPH affida l’onere della liquidazione delle imposte sui redditi da lavoro dipendente e sugli altri redditi direttamente ai lavoratori.
La maggior parte dei lavoratori autonomi liquida le proprie imposte e presenta la relativa dichiarazione dei redditi entro il 31 marzo di ogni anno con riferimento al periodo d’imposta corrispondente all’anno solare precedente. I lavoratori autonomi che gestiscono un’attività in proprio o una professione possono optare per l’esenzione dagli adempimenti relativi alla tenuta della contabilità e mantenere unicamente
un registro delle entrate. In tal caso, il reddito imponibile è determinato sulla base del reddito presunto.